Pensieri, riflessioni, considerazioni di chi si sente in trappola in questa società.
domenica 9 novembre 2014
Malattia mentale
Forse, se la gente leggesse un po' di profeti in meno e un po' di filosofi in più, se si facesse qualche domanda in più e desse per scontata qualche risposta in meno, la malattia mentale chiamata religione non sarebbe il cancro sociale che è. Fermo restando che i violenti, un modo per eliminare chi gli sta sulle balle lo trovano sempre, religione o no. (Natalino Balasso)
sabato 25 ottobre 2014
Presa di coscienza! Ne siamo sicuri?
C’è una presa di coscienza e una ribellione in atto nella nostra nazione: una ribellione che dimostra come oggi milioni di persone si sono rese conto che nelle prossime elezioni non c’è in ballo ormai soltanto la scelta su una nuova coalizione di governo: sì, c’è in ballo qualcosa di più importante della scelta di un nuova leadership. Perché la scelta che abbiamo di fronte oggi è tra sicurezza e rovesciamento: le due possibili direzioni che si possono prendere. Una di queste alternative ha prevalso per 60 o 70 anni, e ha dimostrato quello che può e quello che non può fare. Ed ha intrapreso una ricostruzione ispirata ad idee guida internazionali, non cambia che fossero portate avanti dalla borghesia o dai partiti marxisti. Mentre l’altra (direzione) ha scelto di concentrarsi sulle risorse e le forze che avevamo dentro di noi, in una Italia unita nel vero senso della parola, senza classi, strati sociali, o differenze religiose.
Per anni in questa Italia hanno governato. E così anche la propaganda elettorale di questa Italia, con le sue azioni e risultati. Quanti dei nostri avversari oggi possono portare a testimonianza delle loro azioni tutte le classi sociali italiane? Possono dire che i contadini, gli operai, i commessi, la classe media, sì insomma, che tutti i ceti produttivi sono al loro fianco? Che parleranno bene di quello che hanno fatto? Invece in genere preferiscono non parlare di questi anni, ma cercano piuttosto di focalizzare la loro propaganda elettorale sulla critica a quello che è successo negli ultimi tempi, fatti dei quali dicono che sono responsabili gli altri.
Ma come è possibile? Non abbiamo inventato noi la parola “riformare”. Ma è stata pronunciata dal presidente del Consiglio: sì, dai socialdemocratici e dal partito di centro, che lo hanno votato. E dunque come potremmo essere noi i responsabili? Ma anche se così fosse, accetterei prontamente la responsabilità. Ma questo signore dovrebbe essere disposto ad accettare la responsabilità di quello che è successo negli ultimi anni! Ora sostengono che per gli ultimi anni hanno cercato di fare solo il bene del Paese, ma siamo noi che glielo abbiamo impedito. Per anni hanno dimostrato sia in economia che in politica quello che sono in grado di combinare. Una nazione economicamente distrutta, i contadini in rovina, la classe media in miseria, i bilanci di intere Regioni e di comunità prospere finite in malora, tutto il Paese in bancarotta e sette milioni di disoccupati. Possono raccontarla come vogliono, ma loro sono i responsabili! E si sapeva che sarebbe andata a finire così!
Qualcuno crede davvero che una nazione può progredire nel suo complesso quando la sua vita politica è così lacerata da lotte intestine come quelle che dividono l'Italia? Ho visto, ad esempio, quante formazioni si presentano alle elezioni: 27 partiti! La classe operaia ha il suo partito. E – nemmeno a dirlo – non ne ha solo uno, ma tre o quattro. La borghesia, che è molto più intelligente, ha bisogno di ancora più partiti. La classe media deve avere i suoi partiti, gli economisti i loro partiti, i contadini il proprio partito, anzi, anche tre o quattro. E i proprietari di immobili devono, nel loro modo molto interessante dal punto di vista politico, esprimere la loro visione del mondo attraverso un partito. E gli affittuari, naturalmente, non possono restare senza rappresentanza. E i cattolici anche hanno il loro partito, ed i protestanti un altro partito, ed i Padani un altro partito ancora, così quelli dell'estremo nord, e pure quelli dell'estremo sud hanno il loro partito extra speciale, e così via: 27 in un solo Paese, e sono solo quelli rappresentati in parlamento!
E questo in un momento in cui sono davanti a noi problemi enormi, che possono essere affrontati solo se si uniscono tutte le energie della nazione. I nostri avversari dicono che alcuni, e soprattutto uno, sono intolleranti, incompatibili, sostenendo che non vogliamo cooperare con gli altri. E un politico ha affinato ulteriormente l’accusa dicendo che questi non amano l'Italia, dal momento che si rifiutano di collaborare con gli altri partiti. Quindi allora è tipicamente italico avere 27 partiti? Ho imparato una cosa: questi signori hanno completamente ragione: siamo intolleranti! Mi sono dato un obiettivo: espellere i 27 partiti dall'Italia!
Mi hanno sempre confuso con un borghese o con un politico marxista: personaggi che oggi sono del PD, domani dell’USPD, il giorno dopo del KPD, e poi si fanno sindacalisti; o gente che è democratica oggi e domani finisce in Forza Italia, e il giorno dopo nel partito economico. Ci hanno sempre confusi con loro stessi. Abbiamo un obiettivo davanti a noi: dobbiamo essere spietati, al limite del fanatismo, e sotterrare tutti questi nella tomba! Ho visto qualche borghese cercare di spremersi le meningi per capire il nostro movimento. Solo pochi mesi fa, ci fu un incontro con un pagliaccio Presidente del Consiglio che mi ha suggerito di disperdere tutte queste persone, far loro togliere le "uniformi", e poi farli diventare una neutrale, pacifista associazione democratica o magari un club sportivo. Così che loro potranno entrare, e io e il movimento saremo finiti: una ricetta semplice.
È così che ragionano! Ancora non si rendono conto che qui si tratta di qualcosa di completamente diverso da un semplice borghese partito politico-parlamentare; qualcosa che non può essere sciolto, e i cui appartenenti escono sempre più rafforzati e più compatti dagli attacchi esterni. Questo movimento ha rivelato cos’è la vera Italia: qualcosa che non può essere fatto a pezzi. C’è un politico borghese che dice: io ora per un po’ mi defilo, fino quando non si sciolgono: poi ricomincerò di nuovo da dove mi ero fermato, e tutti quelli che mi seguivano ritorneranno da me.
È così che ragionano, perché semplicemente non riescono a capire che questo movimento è tenuto insieme da qualcosa che non può essere distrutto. Prima che questi 27 partiti nascessero vi era un popolo italiano, e dopo che i partiti saranno passati, il popolo ci sarà ancora. E noi non vogliamo essere rappresentanti di una semplice categoria professionale, di una classe sociale, di una religione, o di una regione, ma vogliamo educare gli italiani in modo che realizzi che non c’è vita senza giustizia, non c’è giustizia senza potere, non esiste potere senza la forza, e che la forza deve nascere dal nostro popolo”.
Daniele Tagliati [parodia del discorso elettorale di A. H. 1932]
Per anni in questa Italia hanno governato. E così anche la propaganda elettorale di questa Italia, con le sue azioni e risultati. Quanti dei nostri avversari oggi possono portare a testimonianza delle loro azioni tutte le classi sociali italiane? Possono dire che i contadini, gli operai, i commessi, la classe media, sì insomma, che tutti i ceti produttivi sono al loro fianco? Che parleranno bene di quello che hanno fatto? Invece in genere preferiscono non parlare di questi anni, ma cercano piuttosto di focalizzare la loro propaganda elettorale sulla critica a quello che è successo negli ultimi tempi, fatti dei quali dicono che sono responsabili gli altri.
Ma come è possibile? Non abbiamo inventato noi la parola “riformare”. Ma è stata pronunciata dal presidente del Consiglio: sì, dai socialdemocratici e dal partito di centro, che lo hanno votato. E dunque come potremmo essere noi i responsabili? Ma anche se così fosse, accetterei prontamente la responsabilità. Ma questo signore dovrebbe essere disposto ad accettare la responsabilità di quello che è successo negli ultimi anni! Ora sostengono che per gli ultimi anni hanno cercato di fare solo il bene del Paese, ma siamo noi che glielo abbiamo impedito. Per anni hanno dimostrato sia in economia che in politica quello che sono in grado di combinare. Una nazione economicamente distrutta, i contadini in rovina, la classe media in miseria, i bilanci di intere Regioni e di comunità prospere finite in malora, tutto il Paese in bancarotta e sette milioni di disoccupati. Possono raccontarla come vogliono, ma loro sono i responsabili! E si sapeva che sarebbe andata a finire così!
Qualcuno crede davvero che una nazione può progredire nel suo complesso quando la sua vita politica è così lacerata da lotte intestine come quelle che dividono l'Italia? Ho visto, ad esempio, quante formazioni si presentano alle elezioni: 27 partiti! La classe operaia ha il suo partito. E – nemmeno a dirlo – non ne ha solo uno, ma tre o quattro. La borghesia, che è molto più intelligente, ha bisogno di ancora più partiti. La classe media deve avere i suoi partiti, gli economisti i loro partiti, i contadini il proprio partito, anzi, anche tre o quattro. E i proprietari di immobili devono, nel loro modo molto interessante dal punto di vista politico, esprimere la loro visione del mondo attraverso un partito. E gli affittuari, naturalmente, non possono restare senza rappresentanza. E i cattolici anche hanno il loro partito, ed i protestanti un altro partito, ed i Padani un altro partito ancora, così quelli dell'estremo nord, e pure quelli dell'estremo sud hanno il loro partito extra speciale, e così via: 27 in un solo Paese, e sono solo quelli rappresentati in parlamento!
E questo in un momento in cui sono davanti a noi problemi enormi, che possono essere affrontati solo se si uniscono tutte le energie della nazione. I nostri avversari dicono che alcuni, e soprattutto uno, sono intolleranti, incompatibili, sostenendo che non vogliamo cooperare con gli altri. E un politico ha affinato ulteriormente l’accusa dicendo che questi non amano l'Italia, dal momento che si rifiutano di collaborare con gli altri partiti. Quindi allora è tipicamente italico avere 27 partiti? Ho imparato una cosa: questi signori hanno completamente ragione: siamo intolleranti! Mi sono dato un obiettivo: espellere i 27 partiti dall'Italia!
Mi hanno sempre confuso con un borghese o con un politico marxista: personaggi che oggi sono del PD, domani dell’USPD, il giorno dopo del KPD, e poi si fanno sindacalisti; o gente che è democratica oggi e domani finisce in Forza Italia, e il giorno dopo nel partito economico. Ci hanno sempre confusi con loro stessi. Abbiamo un obiettivo davanti a noi: dobbiamo essere spietati, al limite del fanatismo, e sotterrare tutti questi nella tomba! Ho visto qualche borghese cercare di spremersi le meningi per capire il nostro movimento. Solo pochi mesi fa, ci fu un incontro con un pagliaccio Presidente del Consiglio che mi ha suggerito di disperdere tutte queste persone, far loro togliere le "uniformi", e poi farli diventare una neutrale, pacifista associazione democratica o magari un club sportivo. Così che loro potranno entrare, e io e il movimento saremo finiti: una ricetta semplice.
È così che ragionano! Ancora non si rendono conto che qui si tratta di qualcosa di completamente diverso da un semplice borghese partito politico-parlamentare; qualcosa che non può essere sciolto, e i cui appartenenti escono sempre più rafforzati e più compatti dagli attacchi esterni. Questo movimento ha rivelato cos’è la vera Italia: qualcosa che non può essere fatto a pezzi. C’è un politico borghese che dice: io ora per un po’ mi defilo, fino quando non si sciolgono: poi ricomincerò di nuovo da dove mi ero fermato, e tutti quelli che mi seguivano ritorneranno da me.
È così che ragionano, perché semplicemente non riescono a capire che questo movimento è tenuto insieme da qualcosa che non può essere distrutto. Prima che questi 27 partiti nascessero vi era un popolo italiano, e dopo che i partiti saranno passati, il popolo ci sarà ancora. E noi non vogliamo essere rappresentanti di una semplice categoria professionale, di una classe sociale, di una religione, o di una regione, ma vogliamo educare gli italiani in modo che realizzi che non c’è vita senza giustizia, non c’è giustizia senza potere, non esiste potere senza la forza, e che la forza deve nascere dal nostro popolo”.
Daniele Tagliati [parodia del discorso elettorale di A. H. 1932]
martedì 10 giugno 2014
Viaggio nella paura
Viaggio nella paura
Approfittando del fine settimana, vorrei invitarvi a un
"tentativo serio" di introspezione nel vostro inconscio, alla ricerca
delle paure che hanno terrorizzato (e ancora lo fanno a vostra insaputa) il
vostro "bambino interiore" il quale, che vi piaccia o meno, fa ancora
parte di voi... e anzi è responsabile di molti vostri comportamenti
apparentemente incomprensibili...
Il collegamento con il trading è evidente (vi rimando
al report del 8 Ottobre scorso)... anzi, se devo dirvi la "mia
verità", la scoperta che farete (se sarete seri nella ricerca e non avrete
paura di scoprire... "qualunque cosa troverete"...) sarà una delle
più importanti lezioni di trading che abbiate mai appreso in tutta la vostra
vita...
Si tratta, come ho già evidenziato in quel report di
cui sopra, di capire il perché dei vostri comportamenti inconsci che, nei
momenti più critici, minano la vostra capacità operativa...
... Ad esempio entrare o uscire troppo presto... oppure
troppo tardi.
Il primo problema (troppo presto) è di gran lunga più
frequente e investe una smisurata platea di trader...
Da cosa deriva? Perché il bambino interiore in quei
momenti si mette in agitazione e vi conduce sempre allo stesso errore?
Ed è questo, esattamente, il motivo per cui vi chiedo
di fare quell'introspezione nel vostro inconscio... per trovare la paura che lo
terrorizza e, in quei momenti in cui diventa panico, lo conduce a
"fuggire" (entrare e uscire troppo presto è una "fuga" di
fronte alle "pressione del momento"...)...
Cosa c'è stato nella vostra infanzia che vi ha
terrorizzato? Vi sentivate respinti? Eravate spesso picchiati? Assistevate
spesso a scenate, anche violente, in famiglia? Avete subito violenza dai
compagni di scuola?...
I casi possibili sono, evidentemente, infiniti e il
vostro compito è quello di andarli a recuperare nella memoria... affrontando il
dolore che possono ancora causarvi...
Sono diventati comportamenti inconsci perché non avete
mai affrontato il dolore che vi causavano quando sono successi e li avete seppelliti
nel vostro inconscio, da dove, al momento meno opportuno, ritornano
condizionandovi a fare cose che non vorreste fare.
Ora dovete trovarli ed affrontarne il dolore... fino a
sentirne tutta l'angoscia che vi siete risparmiati allora...
Non fermatevi di fronte a niente... qualsiasi cosa
trovaste... per quanto orribile possa sembrarvi... e, soprattutto, non
prendetevi per il culo da soli "deviando" su problemi minori (per
continuare a nascondere quelli maggiori) o, peggio, fingendo che non ci sia nulla
da scoprire... (c'era anche per Gesù Cristo che, difatti, andò a meditare 40
giorni nel deserto alla ricerca della sua "ombra").
Io sono, ovviamente, già passato per questa strada (e
se suggerisco anche a voi di farlo, è perché ho potuto "pesarne" e
"calcolarne" i vantaggi sia nel trading che nella vita al di fuori
della Borsa) e, pertanto, ho sperimentato i trucchi che la mente usa per
"normalizzare" il dolore e la paura... per tenercene lontani...
Non fatevi distrarre... "state sul pezzo".
Sarete portati fuori strada... ritornate al punto di partenza quando ve ne
accorgete...
Sarete distratti dai rumori, i profumi, le sensazioni
intorno... restate focalizzati...
Vi scapperanno altri pensieri che tenteranno di
portarvi altrove... Guardate quei pensieri senza giudicarli e li vedrete
svanire...
Fate tutto ciò che serve per arrivare alla meta... e
quando siete li, non spaventatevi... entrate nel dolore senza esitazione...
Ne uscirete persone migliori.
Torneremo ancora sull'argomento nei prossimi report.
P.s. Ho definito questa introspezione il "viaggio
dentro la paura"...
domenica 16 giugno 2013
Ritorno alla Lira, siamo sicuri di volerlo?
Dieci punti attraverso i quali non auspico un ritorno alla Lira.
materiali. Ad esempio io presto a Tizio un chilo di pane e Tizio si impegna restituirmene un chilo e
mezzo dopo cinque anni.
2 - A questo punto se introduciamo il denaro e il pane costasse un euro al chilo, il prestito
potrebbe essere denominato in valuta: io presto un euro a Tizio il quale va a comprarsi il pane e mi
restituisce un euro e mezzo tra cinque anni. Fin qui siamo a livello di esercizio da terza
elementare.
3 - Il punto cruciale però è quanto pane potrò comprare tra cinque anni con un euro e mezzo. Se il
potere di acquisto della moneta non cambia, sia per il creditore che per il debitore è indifferente
se il prestito viene denominato in chili di pane o in euro. Ma se tra cinque anni per comprare un
chilo di pane avrò bisogno di due euro ecco che ho ottenuto quella che si chiama inflazione. Nota,
l’istituzione chiamata a garantire il potere di acquisto della moneta è la banca centrale.
4 - Cosa succede allora se la banca centrale è un carrozzone controllato da un ministro delle Finanze
appositamente messo li da cosche, caste o clientele ed il maggior debitore è proprio il Governo di
cui ministro e ministero fanno parte.
5 - Un debitore indigente o addirittura in malafede ha interesse a ripagare il meno possibile di
quanto preso a prestito, rinnegando l’impegno. Di conseguenza, ovviamente l’unico modo per farlo è
quello di rifiutarsi di restituire il denaro o restituire meno dell'euro e mezzo promesso. Nel nostro
linguaggio comune ciò si definisce fregatura, volendo si ricorre a termini anche meno educati e sui
quali non mi dilungo. In linguaggio giuridico si chiama fallimento, bancarotta o default (espressione
anglofonica che va tanto di moda in questi tempi). Chiedere ragguagli a chi aveva comprato bond
argentini.
6 - Il fatto che però viviamo nel mondo reale (quello dove esiste la moneta) da l'opportunità di
avere un altro modo per fregare il creditore, soprattutto se il debitore si chiama Governo ed ha il
controllo dell’emissione di moneta. Il metodo è ben noto ed è stato sperimentato ed attuato per
secoli. Invece di emettere un euro per ogni chilo di pane prodotto nell’economia, il Governo ne
stampa due, tre, cinque o dieci a seconda del grado di latrocinio che intende perpetrare.
Faccio un esempio: Se ad un certo punto il Governo decide di emettere due euro per ogni chilo di pane
prodotto nell’economia, dopo tre anni formalmente ripaga il dovuto con un euro e mezzo, ma il
creditore adesso compra solo 750 grammi di pane, invece del chilo e mezzo che legittimamente si
aspettava. Usando la stampa di moneta il Governo gli ha rubato interessi e capitale ed ecco che
l'inflazione va alle stelle.
7 - Quando la maggior parte della gente asserisce che un paese con sovranità monetaria non fallisce,
in realtà dice un’assurdità. Perché è vero che il Governo restituisce quanto formalmente pattuito in
termini monetari, solo che poi ci si ritrova con banconote che hanno perso il loro potere d'acquisto
e tendono a somigliare più a carta straccia per non dire peggio. Questo equivale ad una bancarotta di
cui la gente è la vittima. Insomma in regime di sovranità monetaria in pratica l'inflazione misura il grado di fallimento di uno stato.
8 - I Governi italiani avevano una lunga tradizione di latrocini perpetrati ai danni dei risparmiatori sin dalla Prima Guerra Mondiale (ma anche da prima se consideriamo lo scandalo della Banca Romana) attraverso l’inflazione che bruciò risparmi su risparmi. Attenzione la cosa non è da sottovalutare perché in termini storici questa è stata la causa principale e maggiormente disconosciuta dell'ascesa del fascismo in Italia.
Se ne deduce che introducendo l'euro e quindi aver sottratto ai politici la sovranità monetaria ha
annullato la licenza di rubare attraverso lo strumento dell'inflazione su scala massiccia per sé, per
i propri accoliti e per i vari picciotti del voto di scambio. E' indiscutibile che entrare nella moneta unica è stata una decisione a garanzia del risparmiatore contro un potere dispotico che intendesse espropriare i sudditi con l’inganno (nei tempi antichi i sovrani facevano lo stesso cambiando il peso delle monete auree o argentee).
9 - Quelli che oggi lamentano la mancanza di sovranità monetaria a loro insaputa e buona fede
diventano complici di chi vorrebbe restaurare il latrocinio legalizzato attraverso una banca centrale
sotto controllo politico a cui verrà affidata la regia dell’esproprio di massa.
Ed ora, Cosa succederebbe se si tornasse alla vecchia amata lira?
Probabilmente chi ha prestato i soldi o chi è creditore dal governo italiano ne vedrebbe
volatilizzata una buona parte. Attenzione su questo punto perché i creditori non sono i fantomatici
mercati, le borse che sentiamo nominare in tv. Il mercato è il luogo dove si svolgono solamente le
transazioni, ma non il forziere dove si accumulano le fortune dei ricchi, come qualcuno crede. Li non
c'è nulla e se pensate di tirare fuori del grano da li siete davvero troppo ingenui.
I creditori siamo noi, sono i cittadini italiani normali. Finanziamo i mercati direttamente acquistando Bot Btp e Cct o investendo piccole somme in borsa, oppure indirettamente attraverso fondi comuni che fanno capo ai nostri risparmi, ai nostri conti correnti ai nostri libretti postali.
I creditori sono anche banche che a loro volta sono debitrici di chi ha un conto presso di loro. Le banche sono semplici intermediari che hanno sperperato denaro in investimenti ed è chiaro che non sono in possesso nemmeno lontanamente di capitali sufficienti a sostenere le perdite sui propri attivi conseguenti ad un eventuale ritorno alla lira.
In poche parole tornando alla lira intanto scordatevi del fantomatico cambio a 1936,27, dovete fare i conti con 13 anni di svalutazione che lo stato non è riuscito ad inflazionare stampando più carta moneta. Inoltre quando lo Stato rischia di fallire, visto che rubacchia molti soldi anche alle banche che hanno prestato (spesso perché costrette) i vostri soldini a loro affidati, quando andrete allo sportello o al bancomat rischiate che i vostri soldini non ci siano più. A quel punto un solerte banchiere vi dirà che non hanno liquidità e di rivolgervi al ministro delle Finanze il quale o allargherà le braccia o vi farà il gesto dell’ombrello, magari in diretta TV o in streaming web visto che va di moda.
10 - Tranquilli, anche quelli come me che non hanno comprato Bot Btp e Cct, non si illudano di essere immuni perché tanto comunque hanno una bella e affilata spada di Saccomanni sulla testa (Saccomanni tanto per chiarezza è il nostro Ministro dell'economia e delle finanze).
Infatti come hanno scoperto recentemente a Cipro a vostra insaputa avete un co-intestatario del conto, che di nome fa Repubblica e di cognome Italiana.
Ciascuno di noi, che vi piaccia o meno, che vogliate o meno è responsabile a tutti gli effetti dei debiti del co-intestatario. Il modo che si profila, cioè la grande idea per pagare i debiti del vostro co-intestatario è quello di convertire durante la notte (come fanno i ladri) il vostro conto corrente (e tutti i vostri risparmi) in lirette in modo che quando vi svegliate sarete forse ancora padroni del pigiama e delle lenzuola, forse anche del materasso ma di certo di ben poco altro e che a breve vi toccherà impegnare.
Il resto? Chiaramente se ne sarà appropriato, nottetempo, il vostro co-intestatario.
domenica 9 giugno 2013
Perché Ho votato M5S!
C'è chi ha votato il M5S perché credeva nei miracoli
C'è chi ha votato il M5S perché non ce la faceva più di essere preso per il culo
C'è chi ha votato il M5S perché il pdl e il pdmenoelle erano due facce della stessa medaglia
C'è chi ha votato il M5S perché era esodato, precario, disoccupato, sfrattato
C'è chi ha votato il M5S perché voleva un cambiamento, non importa quale, l'importante era voltare pagina, meglio un salto nel buio di un suicidio assistito
C'è chi ha votato il M5S perché "Proviamo questo prima della rivoluzione armata"
C'è chi ha votato il M5S perché non guardava la televisione
C'è chi ha votato il M5S perché il M5S non rubava, si tagliava gli stipendi e non prendeva il finanziamento pubblico dei partiti e questo era un ottimo inizio
C'è chi ha votato il M5S perché Beppe Grillo girava in camper senza scorta e distribuiva il suo sudore in quantità industriale ai comizi
C'è chi ha votato il M5S perché aveva visto troppe volte Floris, la Gruber, Vespa e Formigli in televisione e voleva al più presto un antiemetico
C'è chi ha votato il M5S perché il Monte dei Paschi di Siena, l'Unipol, Fiorito, Lusi, Tedesco, Penati, Dell'Utri, Cosentino e via elencando
C'è chi ha votato il M5S perché Travaglio era una brava persona
C'é chi ha votato il M5S perché pensava che Scalfari non fosse una brava persona
C'è chi ha votato il M5S per avere la certezza di liberarsi di Napolitano
C'è chi ha votato il M5S perché voleva la giustizia sociale con l'introduzione del reddito di cittadinanza
C'è chi ha votato il M5S perché in Italia non esisteva un'informazione libera ed era al 68simo posto nel mondo
C'è chi ha votato il M5S perché i vescovoni e la CEI lo attaccavano forse per conservare l'esenzione dall'IMU
C'è chi ha votato il M5S perché non voleva emigrare
C'è chi ha votato il M5S perchè solo i pazzi possono cambiare la Storia
C'è chi ha votato il M5S perchè il M5S veniva infangato ogni giorno dall'Unità e da Repubblica, ma anche dal Giornale e da Libero, dall'Espresso, ma anche da Panorama, dal Tg3, ma anche dal Tg4
C'è chi ha votato il M5S per relegare finalmente Berlusconi nella spazzatura della Storia
C'è chi ha votato il M5S perché i ragazzi del M5S avevano una faccia pulita
C'è chi votato il M5S senza sapere neppure perché, così per provare, per vedere l'effetto che fa
C'è chi ha votato il M5S credendo di delegare invece di partecipare
C'è chi ha votato il M5S perchè il M5S aveva contro tutti, ma proprio tutti: partiti, informazione, lobby, poteri internazionali, criminalità organizzata legata alla politica, e proprio per questo, essendo l'unico seduto dalla parte sbagliata del tavolo, ce la poteva fare.
C'è chi ha votato il M5S perché non ce la faceva più di essere preso per il culo
C'è chi ha votato il M5S perché il pdl e il pdmenoelle erano due facce della stessa medaglia
C'è chi ha votato il M5S perché era esodato, precario, disoccupato, sfrattato
C'è chi ha votato il M5S perché voleva un cambiamento, non importa quale, l'importante era voltare pagina, meglio un salto nel buio di un suicidio assistito
C'è chi ha votato il M5S perché "Proviamo questo prima della rivoluzione armata"
C'è chi ha votato il M5S perché non guardava la televisione
C'è chi ha votato il M5S perché il M5S non rubava, si tagliava gli stipendi e non prendeva il finanziamento pubblico dei partiti e questo era un ottimo inizio
C'è chi ha votato il M5S perché Beppe Grillo girava in camper senza scorta e distribuiva il suo sudore in quantità industriale ai comizi
C'è chi ha votato il M5S perché aveva visto troppe volte Floris, la Gruber, Vespa e Formigli in televisione e voleva al più presto un antiemetico
C'è chi ha votato il M5S perché il Monte dei Paschi di Siena, l'Unipol, Fiorito, Lusi, Tedesco, Penati, Dell'Utri, Cosentino e via elencando
C'è chi ha votato il M5S perché Travaglio era una brava persona
C'é chi ha votato il M5S perché pensava che Scalfari non fosse una brava persona
C'è chi ha votato il M5S per avere la certezza di liberarsi di Napolitano
C'è chi ha votato il M5S perché voleva la giustizia sociale con l'introduzione del reddito di cittadinanza
C'è chi ha votato il M5S perché in Italia non esisteva un'informazione libera ed era al 68simo posto nel mondo
C'è chi ha votato il M5S perché i vescovoni e la CEI lo attaccavano forse per conservare l'esenzione dall'IMU
C'è chi ha votato il M5S perché non voleva emigrare
C'è chi ha votato il M5S perchè solo i pazzi possono cambiare la Storia
C'è chi ha votato il M5S perchè il M5S veniva infangato ogni giorno dall'Unità e da Repubblica, ma anche dal Giornale e da Libero, dall'Espresso, ma anche da Panorama, dal Tg3, ma anche dal Tg4
C'è chi ha votato il M5S per relegare finalmente Berlusconi nella spazzatura della Storia
C'è chi ha votato il M5S perché i ragazzi del M5S avevano una faccia pulita
C'è chi votato il M5S senza sapere neppure perché, così per provare, per vedere l'effetto che fa
C'è chi ha votato il M5S credendo di delegare invece di partecipare
C'è chi ha votato il M5S perchè il M5S aveva contro tutti, ma proprio tutti: partiti, informazione, lobby, poteri internazionali, criminalità organizzata legata alla politica, e proprio per questo, essendo l'unico seduto dalla parte sbagliata del tavolo, ce la poteva fare.
mercoledì 5 giugno 2013
E' cambiato tutto
Ogni tanto ti rendi conto che la vita non è fatta solo di cose futili...
Succede che stacchi la spina per un giorno, per una settimana e ti capita di rapportarti con persone diverse, che hanno problemi differenti dai tuoi, incertezze, che hanno cervello e voglia di fare.
Allora ti chiedi se sia giusto vivere una vita di stenti per capire, magari a novant'anni,
che hai lottato solo per cercare di vivere bene... O meglio, di sopravvivere!
Ma a quel punto, l'unica cosa che ti rimane è la stanchezza per le battaglie, per la guerra che giornalmente hai combattuto.
E cosa ti resta in mano? Soldi metà buttati in cazzate, per chi ci è riuscito, e metà dati ad uno stato, ad una classe politica, che pensa solo a vivere da star come nelle telenovela o come in uno squallido talk show stile "uomini e donne".
Spesso mi rendo conto di essere un "miracolato", ho sempre lavorato e visto come va di questi tempi non è una cosa da dare per scontata.
E allora ringrazio dio o chi per lui, visto che nel primo non credo, per tutto quello che mi ha "regalato".
Una famiglia che seppure divisa ha fatto l'impossibile per aiutarmi nei momenti difficili.
Per gli amici, quelli veri. Non molti certo, ma quei pochi so che mi vogliono bene e me ne vogliono semplicemente perché mi conoscono per quel che sono.
Per lo più ringrazio quello lassù a cui non credo, per il mio carattere che mi ha sempre permesso di conoscere gente nuova con cui relazionarmi, con cui scambiare idee o anche solo con cui bere una birra in compagnia tanto per non sentirsi soli.
Ma se a me vengono certi dubbi, certe riflessioni... Chissà agli altri!
Facebook, Twitter, i videogiochi, la TV, le droghe ci stanno facendo prendere le distanze tra di noi.
Non parliamo più, non ci divertiamo più, non ci troviamo più in quelle enormi compagnie dove passare la sera significava semplicemente farsi due risate prendendo per il culo l'amico sfigato di turno. Non si chiacchiera più per ore solo per il gusto di farlo e senza avere nessuno scopo.
E' CAMBIATO TUTTO e sapete una cosa? Tutto questo mi manca!
Questo è semplicemente il pensiero di un "ragazzo" di oltre quarant'anni.
[Daniele Tagliati 05/06/2013]
Succede che stacchi la spina per un giorno, per una settimana e ti capita di rapportarti con persone diverse, che hanno problemi differenti dai tuoi, incertezze, che hanno cervello e voglia di fare.
Allora ti chiedi se sia giusto vivere una vita di stenti per capire, magari a novant'anni,
che hai lottato solo per cercare di vivere bene... O meglio, di sopravvivere!
Ma a quel punto, l'unica cosa che ti rimane è la stanchezza per le battaglie, per la guerra che giornalmente hai combattuto.
E cosa ti resta in mano? Soldi metà buttati in cazzate, per chi ci è riuscito, e metà dati ad uno stato, ad una classe politica, che pensa solo a vivere da star come nelle telenovela o come in uno squallido talk show stile "uomini e donne".
Spesso mi rendo conto di essere un "miracolato", ho sempre lavorato e visto come va di questi tempi non è una cosa da dare per scontata.
E allora ringrazio dio o chi per lui, visto che nel primo non credo, per tutto quello che mi ha "regalato".
Una famiglia che seppure divisa ha fatto l'impossibile per aiutarmi nei momenti difficili.
Per gli amici, quelli veri. Non molti certo, ma quei pochi so che mi vogliono bene e me ne vogliono semplicemente perché mi conoscono per quel che sono.
Per lo più ringrazio quello lassù a cui non credo, per il mio carattere che mi ha sempre permesso di conoscere gente nuova con cui relazionarmi, con cui scambiare idee o anche solo con cui bere una birra in compagnia tanto per non sentirsi soli.
Ma se a me vengono certi dubbi, certe riflessioni... Chissà agli altri!
Facebook, Twitter, i videogiochi, la TV, le droghe ci stanno facendo prendere le distanze tra di noi.
Non parliamo più, non ci divertiamo più, non ci troviamo più in quelle enormi compagnie dove passare la sera significava semplicemente farsi due risate prendendo per il culo l'amico sfigato di turno. Non si chiacchiera più per ore solo per il gusto di farlo e senza avere nessuno scopo.
E' CAMBIATO TUTTO e sapete una cosa? Tutto questo mi manca!
Questo è semplicemente il pensiero di un "ragazzo" di oltre quarant'anni.
[Daniele Tagliati 05/06/2013]
giovedì 20 dicembre 2012
Pensieri
Credere a certe idee senza prove ma sulla base della sola autorità di chi le propone, è proprio ciò che rende ridicolo, assurdo e pericoloso il pensiero religioso.
Non è una virtù, è la celebrazione dell'ignoranza. E finché la religione non cesserà di danneggiarci come specie, io continuerò a contrastarla.
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